Mutui: Tasso Fisso o Tasso Variabile ?

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La domanda principale nel momento in cui ci prepariamo ad accendere un mutuo è se puntare sul risparmio che offre immediatamente il tasso variabile o sulla sicurezza del tasso fisso.


Noi partiamo da un presupposto: non esiste una regola vincente valida per tutti e sempre !

Ma esiste un procedimento per effettuare una scelta saggia che si basa sui seguenti parametri:

  1. durata del mutuo da richiedere;
  2. propensione generica al rischio finanziario;
  3. tipologia della professione esercitata;
  4. età anagrafica del richiedente;
  5. andamento generale dell’economia Europea e mondiale;

Vediamo come questi fattori influiscono sulla scelta da effettuare:

  1. Durata del mutuo: se è breve (5-10 anni) probabilmente il risparmio iniziale che garantisce il tasso variabile non si dileguerà in un lasso di tempo così breve. Una possibile idea la si può avere visualizzando l’andamento storico dell’Euribor.
  2. Propensione generica al rischio finanziario: è fondamentale: chi teme un rialzo dei tassi di interesse e rischia di perdere il sonno è meglio che consideri solo ed esclusivamente il tasso fisso.
  3. Tipologia della professione esercitata: i mutui a tasso fisso si adattano molto bene per chi ha un reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato, mentre i mutui a tasso variabile si adattano di più a chi esercita la libera professione o lavoratori autonomi.
  4. Età anagrafica del richiedente: con l’avanzare dell’età anagrafica, in combinazione con la durata del mutuo si rischia di dover sostenere la rata del mutuo per diversi anni anche dopo la vita lavorativa. In questo caso si deve pensare a come poter permettersi tale impegno anche durante il periodo della pensione. In tale ottica un mutuo a tasso variabile potrebbe metter in crisi nel corso di questa fase di vita.
  5. Andamento generale dell’economia Europea e mondiale: i tassi di interesse variano al variare di diverse variabile economico-finanziarie. Qui possiamo semplificare il concetto affermando che quando l’economia non tira, le banche centrali tendono ad abbassare i tassi di interesse tentando di rilanciare i finanziamenti delle imprese nell’ottica di rialzare l’economia. Ad obbiettivo raggiunto o parzialmente raggiunto le banche centrali tendono a rialzare i tassi di interesse. Di conseguenza in periodi di Crisi Finanziaria come quella avvenuta a partire dalla fine del 2008 si ha un notevole abbassamento dei tassi di interesse rendendo quindi molto appetitosi i mutui a tasso variabile.

Come vedete non è semplice fare una scelta tra queste due tipologie di mutui. Per complicare il ragionamento, poi, si dovrebbe considerare anche il Mutuo a tasso variabile con CAP,vedi articolo Tasso variabile con cap (tetto massimo) o Mutui a tasso misto o ancora Mutui a tasso variabile ma rata costante.

Un’idea ulteriore potrebbe venire dalla considerazione di accendere un mutuo a tasso variabile puro e nel caso di un aumento dei tassi di interesse troppo elevato rinegoziare il mutuo bloccandolo al tasso fisso o in alternativa richiedere una surroga, vedi la Guida alla surroga.

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