La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS ai lavoratori che perdono involontariamente il lavoro. Anche nel 2026 resta uno degli strumenti principali di tutela del reddito, ma è fondamentale conoscerne regole, limiti e meccanismi di calcolo per evitare errori o aspettative irrealistiche.
In questa guida aggiornata facciamo chiarezza su come funziona la NASpI nel 2026, chi ne ha diritto e come richiederla correttamente.
Cos’è la NASpI e a chi è destinata
La NASpI è un sussidio economico mensile pensato per sostenere i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario.
Possono accedervi, in linea generale:
- lavoratori dipendenti del settore privato
- apprendisti
- soci lavoratori di cooperative
- personale artistico con rapporto subordinato
Sono invece esclusi:
- lavoratori autonomi e liberi professionisti
- dipendenti pubblici a tempo indeterminato
- chi si dimette volontariamente (salvo casi particolari)
Requisiti NASpI 2026
Per ottenere la NASpI nel 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:
1. Stato di disoccupazione involontaria
La perdita del lavoro deve avvenire per:
- licenziamento
- scadenza di contratto a termine
- dimissioni per giusta causa
- risoluzione consensuale in casi tutelati
2. Requisito contributivo
Occorre aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione.
Attenzione: non è più richiesto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo, eliminato negli anni precedenti.
Quanto dura la NASpI nel 2026
La durata della NASpI è pari a:
Metà delle settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni
Esempio:
- 104 settimane di contributi → 52 settimane di NASpI
- 52 settimane di contributi → 26 settimane di NASpI
La durata massima resta 24 mesi.
Importo NASpI 2026: come si calcola
L’importo dipende dalla retribuzione media mensile degli ultimi anni di lavoro.
In sintesi:
- se la retribuzione media è inferiore a una soglia stabilita annualmente, la NASpI è pari al 75% di tale importo
- se è superiore, si aggiunge una quota del 25% sulla parte eccedente, entro un massimale INPS
🔹 L’importo non è fisso e può variare da persona a persona
🔹 Esiste sempre un tetto massimo mensile, aggiornato ogni anno
Decurtazione progressiva (il “décalage”)
Dal sesto mese di fruizione (ottavo per chi ha più di 55 anni), l’importo della NASpI si riduce del:
3% al mese
Questa riduzione è automatica e serve a incentivare il reinserimento lavorativo.
NASpI e lavoro: cosa è consentito
Durante la percezione della NASpI è possibile:
- svolgere lavoro occasionale entro determinati limiti di reddito
- avviare un’attività autonoma (con obbligo di comunicazione all’INPS)
Il superamento delle soglie previste può comportare:
- riduzione dell’indennità
- sospensione
- decadenza dal diritto
Come richiedere la NASpI nel 2026
La domanda va presentata:
- online sul sito INPS
- tramite CAF o patronato
⏰ Tempistiche
- entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
- prima si presenta la domanda, prima decorre il pagamento
NASpI 2026: attenzione alle novità normative
Le regole della NASpI possono essere soggette a:
- aggiornamenti annuali
- modifiche tramite Legge di Bilancio
- adeguamenti su importi e soglie
👉 È sempre consigliabile verificare le circolari INPS aggiornate o affidarsi a un professionista prima di prendere decisioni economiche rilevanti.
Conclusione
La NASpI 2026 resta uno strumento fondamentale di tutela per chi perde il lavoro, ma non è uno stipendio sostitutivo pieno né una rendita garantita nel lungo periodo. Conoscerne limiti, durata e meccanismi di calcolo aiuta a pianificare meglio la fase di transizione lavorativa e a evitare errori nella domanda.